In questo numero, dedicato al cinema italiano attuale, si svilupperanno tre filoni tematici ben distinti tra loro: la commedia all'italiana, i registi dell'impegno ed il viaggio.
Si presenterà la
commedia all’italiana, partendo, per ragioni anagrafiche, da
Ettore Scola (1931) e Lina Wertmüller (1928).
Continuando con personalità a confronto della commedia italiana, sarà la volta dei romani Carlo Verdone (1950) e Alberto Sordi. Il filone comico sarà coronato dalla figura, anch’essa mitica, nel mondo del cinema italiano di Roberto Benigni. Parimenti, ci avvicineremo alla città di Napoli, ed in particolare alla commedia, con le figure mitiche del passsato e del presente di Massimo Troisi e Totò.
Per quanto riguarda il filone della commedia, partendo dalla tipica commedia all’italiana, si presenteranno anche delle rifessioni sociali e linguistiche, grazie alle figure di Troisi, Verdone e Benigni.
L’altro filone è quello dei registi dell’impegno. Daremo particolare enfasi a com’è cambiata la società italiana, e quali
sono le problematiche affrontate: a partire dai fratelli Taviani
(1929) (1931), si presenteranno alcuni spezzoni di film di Bellocchio
(1939), Giordana (1950), Placido (1946) e Nanni
Moretti (1953).
Sempre in
base a ragioni generazionali si continuerà con Ozpetek (1959), Cristina Comencini (1956), Soldini
(1958), Rubini (1959), per poi concludere con i giovani quali
Muccino (1967), Kim Rossi Stuart (1969) e Maria Sole
Tognazzi (1971).
Nel filone
dell’impegno ci centreremo soprattutto sul sociale, e si
analizzerà sia il fenomeno degli anni di piombo del terrorismo italiano
fino all’attuale società italiana (si menzionerà anche il caso
Berlusconi, con il documentario di Sabina Guzzanti Viva Zapatero), per
poi soffermarci sui problemi esistenziali e, in un certo senso,
personali dei registi delle ultime generazioni.

Tra questi due filoni, di sicuro i più esplorati dal cinema italiano, se ne inserisce un altro che si potrebbe definire del viaggio o, comunque, un filone in cui il luogo geografico rappresenta un aspetto importante del film, il cui contenuto sociale è smorzato da toni alquanto leggeri come nel caso di Amelio (1945) con Lamerica che non c’è, Salvatores (1950) con Mediterraneo ed Io non ho paura, Tornatore (1956) con Nuovo Cinema Paradiso ed in ultimo Crialese (1965) con Nuovomondo.
Da ultimo, nel filone del viaggio, si affronterà il fenomeno dell’emigrazione partendo dalla Sicilia di Tornatore e Crialese.